cortegrandeonline.it http://www.cortegrandeonline.it Periodico di informazione della provincia di Lecce Mon, 12 Mar 2018 12:05:25 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.10 Grande opportunità europea per gli studenti del “Trinchese” http://www.cortegrandeonline.it/grande-opportunita-europea-gli-studenti-del-trinchese/ http://www.cortegrandeonline.it/grande-opportunita-europea-gli-studenti-del-trinchese/#respond Mon, 12 Mar 2018 12:05:25 +0000 http://www.cortegrandeonline.it/?p=20665 Durante i prossimi mesi, gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “S. Trinchese” di Martano vivranno delle esperienze davvero uniche di europeizzazione nell’ambito dei progetti Erasmus+ KA2. Il nostro Istituto, infatti, ha attivato tre programmi Erasmus+ attraverso i quali saranno coinvolti tre gruppi di studenti. In particolare: dal 25 febbraio al 3 marzo a Londra, dal […]

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Durante i prossimi mesi, gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “S. Trinchese” di Martano vivranno delle esperienze davvero uniche di europeizzazione nell’ambito dei progetti Erasmus+ KA2.
Il nostro Istituto, infatti, ha attivato tre programmi Erasmus+ attraverso i quali saranno coinvolti tre gruppi di studenti. In particolare: dal 25 febbraio al 3 marzo a Londra, dal 18 al 24 marzo in Irlanda e dal 23 al 29 aprile in Romania.

Sempre nell’ambito del medesimo progetto, la nostra Scuola ospiterà, dall’11 al 17 marzo, i rappresentanti delle scuole partner provenienti dalla Repubblica Ceca, dal Portogallo, dalla Romania e dalla Svezia e dal 6 al 12 maggio studenti dal Belgio, dalla Bulgaria, dall’Inghilterra e dal Portogallo.
Le attività previste nel programma e gli scambi periodici con le altre scuole europee consentiranno ai nostri studenti l’opportunità di vivere un’esperienza ideale per acquisire nuove conoscenze e competenze nonché quella di poter comunicare, mediante l’utilizzo della lingua inglese, con altri partecipanti pur appartenenti a diverse nazionalità europee.

È prevista la possibilità, durante lo svolgimento delle varie attività pianificate e secondo le modalità per esse concordate, della presentazione, da parte di alcuni studenti, della propria scuola nonché del loro luogo di provenienza, illustrando in particolare eventuali problematiche che quotidianamente essi affrontano. Non mancheranno oltre ai momenti formativi anche quelli dedicati allo svago. In tal modo, si intende offrire ai partecipanti un’occasione esclusiva che consentirà la socializzazione all’interno dei vari gruppi e l’abbattimento degli inevitabili ostacoli che impediscono una crescita interculturale in una dimensione europea.

È utile riportare le parole di alcuni degli studenti che, avendo già partecipato a precedenti progetti Erasmus, possono testimoniare dei vantaggi derivanti da queste esperienze:
“Quando sono stata scelta per partecipare al progetto, intuivo che mi sarebbe piaciuto ma non in questa misura. Ho conosciuto diversi coetanei, ho approfondito altre culture, ho visitato luoghi prima sconosciuti e gustato cibi tipici delle loro etnie. Solo vivendo un’esperienza di questo genere, ci si rende conto dell’unicità di alcuni valori che costituiscono un patrimonio comune per l’intera umanità.” Marina.
“Erasmus+ è un’opportunità che ti consente di migliorare la tua personalità, scoprendo aspetti caratteriali prima sconosciuti. Erasmus+ mi ha donato ricordi indimenticabili.” Alessandra.

Salutiamo, quindi, con entusiasmo i diciotto nostri studenti, selezionati fra i vari indirizzi scolastici, che si apprestano a vivere questa esperienza e, nel contempo, siamo pronti ad accogliere i gruppi provenienti dai paesi partner. Occasioni irrinunciabili, entrambe, offerte dal nostro Istituto che è proiettata ad accrescere la visione europea necessaria a coloro che, in un prossimo futuro, diverranno cittadini del mondo.

Prof.ssa Tetti Petrachi

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Non pensare, scrivi http://www.cortegrandeonline.it/non-pensare-scrivi/ http://www.cortegrandeonline.it/non-pensare-scrivi/#respond Mon, 26 Feb 2018 09:04:13 +0000 http://www.cortegrandeonline.it/?p=20662 Giovedì 1 febbraio, fermo didattico, i ragazzi delle classi seconde del liceo scientifico e linguistico, si sono misurati in un laboratorio di poesia guidati dai prof. Salvatore Tommasi, Anna Rita Mastrolia e Maira Marzioni. 2AL e 2 C sono state affidate alla prof.ssa Maira Marzioni, una scrittrice del tutto singolare. Seduti a semicerchio gli studenti […]

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Giovedì 1 febbraio, fermo didattico, i ragazzi delle classi seconde del liceo scientifico e linguistico, si sono misurati in un laboratorio di poesia guidati dai prof. Salvatore Tommasi, Anna Rita Mastrolia e Maira Marzioni.
2AL e 2 C sono state affidate alla prof.ssa Maira Marzioni, una scrittrice del tutto singolare.
Seduti a semicerchio gli studenti hanno riflettuto su che cosa fosse per loro la poesia, abbandonando rigidi schemi e definizioni da manuale, pensando piuttosto a quello che veramente la poesia rappresentava per loro, riflettendo su tutte le piccole cose che appartengono alla quotidianità: odori, sapori, suoni,sensazioni diverse, riflettendo sul fatto che un odore può evocare in ognuno un personale ricordo e suscitare sensazioni completamente differenti. E da queste sensazioni… nasce la poesia, può essere anche breve, l’importante però, è che contenga sempre la verità e il cuore.

Creata la giusta atmosfera, Maira ha dato ai ragazzi dei bigliettini, su cui scrivere una poesia, una frase o semplicemente un pensiero riguardante LE MANI e LA STRADA, per poi metterli in un contenitore, in modalità anonima. Unico consiglio: scrivere senza pensarci troppo, come affacciarsi a una finestra e buttare fuori tutto quello che c’è dentro la propria stanza. Alcuni ragazzi sono stati molto veloci, altri meno, ma alla fine tutti hanno scritto qualcosa. Il risultato finale è stato molto positivo: ad uno ad uno i ragazzi hanno preso casualmente un bigliettino e hanno provato a interpretare ciò che i compagni avevano scritto. Ogni bigliettino conteneva un pensiero molto personale e qualcuno ha fatto anche delle poesie che hanno stupito molto. La cosa importante però, è che ognuno ci ha messo tutto se stesso.

Alla fine si è creato un clima di condivisione, una magia che solo la poesia può far scaturire perché fa vedere il mondo da un’altra prospettiva e unisce le persone infatti nei suoi versi ognuno può riconoscersi. La poesia è di tutti e non si deve essere laureati in lettere per poterne scrivere una. Provare a far uscire da dentro di sé le proprie emozioni è difficile, anche tanto, ma dovremmo provare tutti a farlo più spesso, perché esprimerle è un modo per sfogarsi, che può aiutare quando abbiamo dei problemi, quando pensiamo di essere soli e di non avere nessuno che ci capisca.
Una penna e un foglio possono salvarci.

Daniela Saracino 2CSA

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Un Bacio http://www.cortegrandeonline.it/un-bacio/ http://www.cortegrandeonline.it/un-bacio/#respond Tue, 06 Feb 2018 10:27:55 +0000 http://www.cortegrandeonline.it/?p=20659 Come penultimo film del Cineforum Trinchese, in collaborazione con il Cinema Elio di Calimera, è stato proposto “Un Bacio”, lavoro del 2016 di Ivan Cotroneo. L’omosessualità, la violenza sessuale e il cyber bullismo sono tematiche che hanno smesso d’essere un tabù per il cinema e la tv americana, che però nel prodotto italiano faticano a […]

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Come penultimo film del Cineforum Trinchese, in collaborazione con il Cinema Elio di Calimera, è stato proposto “Un Bacio”, lavoro del 2016 di Ivan Cotroneo. L’omosessualità, la violenza sessuale e il cyber bullismo sono tematiche che hanno smesso d’essere un tabù per il cinema e la tv americana, che però nel prodotto italiano faticano a coinvolgere il pubblico giovanile, sia a causa di uno sguardo estraneo e arretrato a tali temi, sia perché gli adolescenti non vanno al cinema e se ci vanno non guardano film italiani. Il terzo film diretto dal regista Cotroneo, tratto dal suo omonimo romanzo pubblicato nel 2010 da Bompiani, accetta la sfida e riscuote successo.

La storia viene raccontata attraverso le lettere che Blu (Valentina Romani), ragazza di sedici anni spesso umiliata dalle sue compagne, indirizza al suo “Io” futuro, presentando una visione pessimistica di quelli che dovrebbero essere percepiti come “i migliori anni” della sua vita.  La vita di Blu e l’ordine di questo Liceo di Udine viene sconvolto dall’arrivo di Lorenzo (Rimau Grillo Ritzberger), ragazzo apertamente omosessuale che si trasferisce nella nuova scuola dopo  essere stato adottato.

Tra umorismo e vestiti “favolosi”, Lorenzo e Blu troveranno una valvola di sfogo dalle pressioni a cui sono continuamente sottoposti sia nell’ambiente scolastico che famigliare. Successivamente, a questa coppia di amici si aggiungerà Antonio (Leonardo Pazzagli), il quale verrà invitato dai primi due perché anch’egli emarginato dai suoi compagni. Antonio, infatti, definito “l’idiota”, nasconde una crisi familiare che lo ha portato a sviluppare una sorta di proiezione fantasmagorica del fratello deceduto, il quale svolge il ruolo di consigliere, rispecchiando i più segreti desideri di Antonio stesso.

Il film però non si limita a presentare i personaggi per puro intrattenimento, riprendendo il modello della serie televisiva americana “Glee”. L’obiettivo principale di questa pellicola è quello di informare e proporre un’alternativa, dimostrando come attraverso un dialogo aperto possano essere evitate violenze gratuite. A questo proposito, i personaggi sono incredibilmente approfonditi, e ciò facilita l’immedesimazione del giovane spettatore nella vicenda. Interessanti sono anche i diversi rapporti padre-figlio che vengono mostrati all’interno del film, anch’essi riccamente illustrati, dimostrando come a volte le buone intenzioni dei genitori non siano sufficienti per salvare i propri figli.

Durante il dibattito sono stati numerosi gli interventi, tutti caratterizzati da una difesa appassionata della diversità, una celebrazione del coraggio di essere sé stessi e, persino, il rifiuto di quella tolleranza intesa come sopportazione e non totale accettazione di ciò che è diverso.  Anche la vicenda di Blu, vittima di stupro, viene messa in luce dai commenti dei ragazzi , supportando il messaggio di denuncia.

Come anticipato, il film è il penultimo della rassegna. Per il prossimo incontro sarà prevista la visione di “Disconnect”, che riguarda un tipo particolare di bullismo: quello in rete. Ci auguriamo che il progetto del cineforum abbia lasciato un’impronta all’interno dell’ambiente scolastico, sia come momento di incontro, confronto e scambio di idee, sia come occasione per aprirsi a modelli di cinema con cui non entriamo abitualmente in contatto.

Isabella Hernández e Rossella Refolo

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Grand Budapest Hotel http://www.cortegrandeonline.it/grand-budapest-hotel/ http://www.cortegrandeonline.it/grand-budapest-hotel/#respond Thu, 01 Feb 2018 11:12:46 +0000 http://www.cortegrandeonline.it/?p=20656 Nell’ottavo appuntamento del “Cineforum 2017/18” del Trinchese, è stato proposto il film del regista Wes Anderson, Grand Budapest hotel, una commedia, che, apparentemente, può apparire meno ricca di tematiche, rispetto alle  pellicole  precedenti. E’ una storia calata nel periodo tra le due Guerre, mentre il continente è in radicale trasformazione.  La costruzione della trama è […]

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Nell’ottavo appuntamento del “Cineforum 2017/18” del Trinchese, è stato proposto il film del regista Wes Anderson, Grand Budapest hotel, una commedia, che, apparentemente, può apparire meno ricca di tematiche, rispetto alle  pellicole  precedenti. E’ una storia calata nel periodo tra le due Guerre, mentre il continente è in radicale trasformazione.  La costruzione della trama è a scatole cinesi: Grand Budapest Hotel  è un film nel quale uno scrittore racconta di come il suo romanzo sia nato dal racconto verbale di uno dei protagonisti delle vicende, Zero Moustafa, giovane assunto come “lobby boy” (facchino), dal leggendario concierge di un lussuoso e famoso albergo europeo Monsieur Gustave H. custode dei racconti. Sullo sfondo il furto e il recupero di un celebre dipinto rinascimentale, la violenta battaglia per impadronirsi di un’enorme fortuna di famiglia ed una dolce storia d’amore.

Grand Budapest Hotel si presenta come un’opera innovativa e curata sotto ogni punto di vista, dotata di un ricchissimo cast di attori e dove si sente molto la componente della regia. Tutto l’intero film può essere visto come un enorme quadro colorato ed eccentrico, come i personaggi . A fare da base a tutta la costruzione ci sono l’enorme attenzione per l’inquadratura, inoltre non vi è una scena in cui i dettagli non siano curati, in cui i colori non siano in sintonia con i personaggi o con l’ambientazione. Ciò che rende l’opera tanto ironica quanto surreale è l’originale tecnica del regista, basata su un gioco di contrasto fra il linguaggio grottesco e a volte rude  e le trovate proprie del cinema muto (inseguimenti e lanci nel vuoto).

Sullo sfondo, colpisce e appassiona l’amore tra Zero e Agatha, una giovane pasticcera con una voglia a forma di Messico sulla guancia: un amore semplice che sopravviverà nonostante guerre e ostacoli di ogni tipo. Toccante il fatto che Zeno, nonostante l’albergo sia stato confiscato ai tempi del Comunismo, voglia a tutti i costi tenerlo solo in ricordo dell’amata (morta di malattia dopo due anni di matrimonio).

Sicuramente, infine, non lascia indifferenti una frase del film, pronunciata da Monsieur Gustave, in un dialogo con Zero: “In nome di Dio, che cosa ti ha indotto a lasciare la terra natìa cui appartieni e percorrere indicibili distanze per diventare un immigrato squattrinato in una società raffinata e colta che, francamente, avrebbe potuto fare a meno di te?”  “La guerra”, è la risposta data dal ragazzo, una disarmante  verità che con semplicità fa riflettere lo spettatore su un tema attuale, come quello dell’immigrazione.

A tale proposito, è interessante il rapporto che si viene a creare tra Gustave e Zero, laddove il primo, nonostante l’apparente cinismo, finisce per essere una figura protettiva, una guida che accompagna il ragazzo nell’intrigato percorso della sua esistenza.

Indubbiamente, si tratta di un film  complesso da interpretare, ma dal dibattito e dal confronto, si è giunti ad una lettura condivisa da un po’ tutti i ragazzi, e cioè che quell’hotel elegante e raffinato, in cui si  svolge gran parte della vicenda, vuole rappresentare un ultimo simbolico luogo in cui l’ordine e la civiltà resistono ancora un po’, prima di estinguersi e crollare sotto l’avvento di un regime dittatoriale e la tempesta della guerra imminente.

Alice Russo

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Lettera aperta al mio Trinchese http://www.cortegrandeonline.it/lettera-aperta-al-mio-trinchese/ http://www.cortegrandeonline.it/lettera-aperta-al-mio-trinchese/#respond Fri, 26 Jan 2018 12:52:54 +0000 http://www.cortegrandeonline.it/?p=20652 Caro Trinchese, forse ti chiedi perché ti sia giunta una mia lettera, dato che ci vediamo quasi ogni giorno. In realtà, il motivo è abbastanza semplice: ci tenevo soltanto a dirti, dal profondo del mio cuore, grazie. Innanzitutto, grazie, Trinchese, per avermi accolto sin dal primo giorno, tra quelle mura che pochi anni fa mi […]

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Caro Trinchese,
forse ti chiedi perché ti sia giunta una mia lettera, dato che ci vediamo quasi ogni giorno. In realtà, il motivo è abbastanza semplice: ci tenevo soltanto a dirti, dal profondo del mio cuore, grazie.

Innanzitutto, grazie, Trinchese, per avermi accolto sin dal primo giorno, tra quelle mura che pochi anni fa mi sembravano estranee, ma che con il tempo sono diventate la mia seconda casa.
Grazie, Trinchese, per avermi aiutato a crescere culturalmente e umanamente giorno dopo giorno.
Grazie, Trinchese, per essere ogni mattina l’incrocio nel cammino della mia giornata: quante strade, come piante rampicanti, si intrecciano tra quei banchi.
Grazie, Trinchese, per tutte le meravigliose persone che mi hai permesso, e ancora mi permetti, di incontrare: compagni di classe, di scuola, d’intervallo, che non tardano a trasformarsi in compagni di vita: grazie, Trinchese, per Lavinia, Antonio, Francesco, Luigina, Alessandro, Eleonora, Lorenzo, Giuseppe, Elisabetta…
Grazie, Trinchese, per ogni magnifica esperienza che mi fai vivere: non basterebbero pagine per farne un elenco. Ancor prima di mettere piede nella mia aula, per accogliermi, mi hai permesso di prendere parte alla Summer School, una strabiliante vacanza di una settimana nel resort di Carovigno, con lezioni tenute da una docente madrelingua per migliorare il mio inglese. Gli anni a venire, e per due altre volte di fila, mi hai dato nuovamente la possibilità di partecipare alla Summer School. Questa volta, però, in Calabria. Ne è passato di tempo, Trinchese, e quelle vacanze hanno lasciato un segno indelebile in me. E quante esperienze, avrò la possibilità di vivere ancora: ho già pronta la valigia per partire in Erasmus a Londra, tra poche settimane.
Grazie, Trinchese, per avermi dato la possibilità di essere al contempo me stesso e tanti altri: durante le lezioni di storia mi sono trasformato nell’imperatore Nerone, durante quelle di geografia in esploratore del Canada, nel periodo prenatalizio addirittura in Maria, la madre di Gesù!

Grazie, Trinchese, per la passione per la conoscenza che, come fiamma ardente, riaccendi quotidianamente in me: mi hai permesso di confrontarmi con docenti preparatissimi, ma soprattutto appassionati. L’armonia di un tempio greco, la straordinarietà della volta celeste, i segreti delle onde del mare, il coraggio nelle imprese di Giulio Cesare, la genialità nei componimenti di Dante, la perfezione di parabola, circonferenza, ellisse e iperbole, l’amore puro nei testi di Catullo: solo tu, Trinchese, mi hai permesso di conoscere, e comprendere, tutto questo, e molto di più.
Grazie, Trinchese, per spingermi sempre a dare il meglio di me: mi hai dato carta bianca perché, con l’inchiostro della mia giovinezza, potessi scrivere, giorno per giorno, uno, due, tre, poi cento versi. Grazie, Trinchese, per aiutarmi così a comporre la poesia del mio futuro, per permettermi di capire quale sia veramente il mio traguardo.
Grazie, Trinchese, per avermi insegnato che l’altruismo e il rispetto verso il prossimo vengono prima di qualsiasi nozione e conoscenza.

Grazie, Trinchese, per ogni singolo istante, per ogni singolo sguardo, per ogni singolo sorriso, per ogni singola risata scambiata tra i tuoi banchi, e – perché no- anche per ogni singolo compito e per ogni singola interrogazione.
Grazie, Trinchese, perché sin dal primo istante in cui ho cominciato a camminare tra le tue mura sono stato fiero di averti scelto.
Infine grazie,Trinchese,perché sono certo che anche tra trenta, quaranta, cinquant’anni, non sarà cambiato nulla e griderò ancora a gran voce: “I miei anni migliori, li ho vissuti al Trinchese”.

Paolo Miceli

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La svolta salutista in Puglia, tutti mangiano più frutta e verdura. Boom del BIO +18% http://www.cortegrandeonline.it/la-svolta-salutista-puglia-tutti-mangiano-piu-frutta-verdura-boom-del-bio-18/ http://www.cortegrandeonline.it/la-svolta-salutista-puglia-tutti-mangiano-piu-frutta-verdura-boom-del-bio-18/#respond Mon, 22 Jan 2018 11:55:19 +0000 http://www.cortegrandeonline.it/?p=20649 Svolta salutista della famiglia pugliese (2/3 componenti) che è passata negli ultimi 5 anni da 74 euro spesi al mese per l’ortofrutta a 96 euro, secondo un sondaggio condotto da Coldiretti Puglia all’interno di Mercati e Botteghe di Campagna Amica. “Il successo dell’iniziativa odierna nel Mercati di Campagna Amica di Lecce con le spremute di […]

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Svolta salutista della famiglia pugliese (2/3 componenti) che è passata negli ultimi 5 anni da 74 euro spesi al mese per l’ortofrutta a 96 euro, secondo un sondaggio condotto da Coldiretti Puglia all’interno di Mercati e Botteghe di Campagna Amica.

“Il successo dell’iniziativa odierna nel Mercati di Campagna Amica di Lecce con le spremute di arancia contro l’influenza – afferma il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – testimonia la grande attenzione dei consumatori verso il cibo sano e le proprietà salutistiche di frutta e verdura a km0, considerate indiscutibilmente essenziali per garantire una buona salute e un importante elemento di crescita delle giovani generazioni. Vanno letteralmente a ruba melanzane, zucchine, pomodori, insalate croccante e lattuga, aglio a trecce e cipolla rossa, arance e mele tutto l’anno, albicocche, pesche e nettarine durante l’estate, i pomodorini da utilizzare in casa o fuori. Grande diffusione delle vaschette di frutta già tagliata e sbucciata, pronta all’uso senza doversi “sporcare le mani” e da gustare come snack rompi-digiuno durante la giornata o come risparmia-tempo”.

Una tendenza che, però, cambia anche i criteri di scelta degli acquisti. Secondo lo studio del Crea, Alimenti e Nutrizione – riferisce la Coldiretti -, il 64% dei consumatori ritiene che la freschezza sia l’elemento principale nell’acquisto delle verdure, seguito dalla stagionalità (51,4%) e dal prezzo conveniente (31,7%).

“Sono scresciuti del 18% i consumi di prodotti bio – commenta il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – e il settore biologico può diventare uno strumento di valorizzazione e un bacino di approvvigionamento di prodotti di alta qualità al prezzo giusto e un valore aggiunto per gli enti pubblici sensibili alla corretta alimentazione di adulti e bambini. La continua richiesta di prodotti freschi e di stagione stimola l’imprenditore biologico a ricercare ulteriori forme di contatto commerciale con il consumatore. I timori dei consumatori, innescati dagli scandali alimentari, si sono tradotti – conclude Corsetti – in una seria preoccupazione per la sicurezza alimentare e in una domanda crescente di garanzie di qualità e maggiori informazioni sui metodi di produzione. La percentuale di pugliesi che acquista prodotti a denominazione, bio o dagli agricoltori tiene rispetto allo scorso anno, a conferma del fatto che la crisi non incide sul bisogno di sicurezza alimentare dei cittadini che continuano ad esprimere un forte interesse per le produzioni ad elevato contenuto salutistico, identitario e ambientale”.

Le pratiche bio – aggiunge Coldiretti Puglia – interessano tutti i comparti agricoli olivo (32%), cereali (22%), vite (6%), frutta (2%). Anche rispetto al segmento dell’acquacoltura biologica 3 impianti sono pugliesi.

Sul commercio di frutta e verdura continuano a pesare molto gli sprechi dovuti soprattutto alla deperibilità del prodotto, con una stima di quasi 1 frutto su 4 che finisce nel bidone nel percorso dal campo alla tavola. In Puglia il cibo buttato supera – sottolinea Coldiretti Puglia – le 310mila tonnellate all’anno. Gli sprechi alimentari si rivelano per il 54 per cento al consumo, per il 21 per cento nella ristorazione, per il 15 per cento nella distribuzione commerciale, per l’8 per cento nell’agricoltura e il 2 per cento nella trasformazione.

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WELCOME…? http://www.cortegrandeonline.it/welcome/ http://www.cortegrandeonline.it/welcome/#respond Sun, 21 Jan 2018 13:35:12 +0000 http://www.cortegrandeonline.it/?p=20646 Se a volte si parla di immigrazione come un fenomeno di massa apparentemente lontano da noi, i film sono allora utili per farci immedesimare nelle storie di  personaggi  verosimili. Un esempio ci viene offerto dal film “Welcome”, del regista Philippe Lioret, proposto nel settimo appuntamento del  Cineforum del Trinchese al Cinema Elio di Calimera. I […]

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Se a volte si parla di immigrazione come un fenomeno di massa apparentemente lontano da noi, i film sono allora utili per farci immedesimare nelle storie di  personaggi  verosimili.

Un esempio ci viene offerto dal film “Welcome”, del regista Philippe Lioret, proposto nel settimo appuntamento del  Cineforum del Trinchese al Cinema Elio di Calimera. I protagonisti sono Bilal, giovane curdo, che lascia il suo Paese alla volta di Calais, con l’intenzione di attraversare la Manica  e Simon, un istruttore di nuoto, prossimo alla separazione dalla moglie.

Due personaggi diversi, le cui storie si intrecciano tra loro quasi in un rapporto padre-figlio, che elimina “a bracciate” la distanza tra i  mondi lontani a cui appartengono e che identifica l’acqua come elemento comune,anche se per motivi differenti.

Inizialmente potrebbe sembrare una storia come tante altre, in cui  si racconta di giovani immigrati che lottano in terra straniera per la sopravvivenza; in realtà è molto di più. Bilal lotta anche contro  la famiglia della sua amata Mina, che da tempo si è trasferita in Inghilterra  ed è stata  promessa in sposa a un  ricco cugino. È proprio il sentimento coraggioso di Bilal, a convincere Simon ad assisterlo, dapprima dandogli lezioni di nuoto e poi ospitandolo nella sua casa, sfidando  le leggi sull’immigrazione contro coloro che aiutano i clandestini. Lo sfondo culturale della storia è proprio una Francia resa ancor più intollerante dalle leggi restrittive sugli stranieri volute dal  governo Sarkozy.

Il film , ricco di momenti intensi , suscita profonde emozioni e presenta vicende e  personaggi che colpiscono per la loro autenticità, offrendo non pochi spunti di riflessione. Innanzitutto sulla drammatica condizione degli immigrati che affrontano lunghi e pericolosi viaggi, in cui , molto spesso, perdono la vita e, al tempo stesso,  sulle scelte politiche e sulle leggi di un’Europa sempre più chiusa e barricata rispetto a chi non può fare altro che fuggire dalla sua terra e insegue la speranza di una vita altrove.

 A tale proposito, il pensiero non può non rivolgersi ad un  passato non tanto lontano, in cui anche i nostri emigranti cercavano un “nuovo  mondo”, quell’America dell’ ‘800 e del ‘900 che, allo stesso modo, li guardava con ostilità e diffidenza e, ancora una volta, guardando all’oggi, alla condizione dei “dreamers” , gli immigranti illegali arrivati ​​negli Stati Uniti con i loro genitori quando erano solo bambini.

Per la prima volta si è visionata una pellicola francese che si è rivelata essere introspettiva, coinvolgente e più di altre ha saputo offrire un’accurata analisi delle emozioni ed una considerazione che forse ha unito molti dei giovani spettatori: non è dal “WELCOME” scritto sullo zerbino di casa che ci si dimostra  veramente ospitali.

Francesca Pacella e Rita Calabro

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Shoah. Frammenti di una ballata http://www.cortegrandeonline.it/shoah-frammenti-ballata/ http://www.cortegrandeonline.it/shoah-frammenti-ballata/#respond Fri, 19 Jan 2018 12:11:47 +0000 http://www.cortegrandeonline.it/?p=20643 Nell’ambito della Stagione teatrale del Comune di Lecce e del Teatro Pubblico Pugliese, venerdì 19 gennaio (ore 21 – ingresso 6 euro) sul palco del Teatro Paisiello di Lecce in scena lo spettacolo Shoah. Frammenti di una ballata di e con il drammaturgo, regista ed attore Fabrizio Saccomanno e il violoncellista Redi Hasa. Questo appuntamento, inserito nelle iniziative coordinate dall’amministrazione comunale per il Mese della memoria, […]

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Nell’ambito della Stagione teatrale del Comune di Lecce e del Teatro Pubblico Pugliese, venerdì 19 gennaio (ore 21 – ingresso 6 euro) sul palco del Teatro Paisiello di Lecce in scena lo spettacolo Shoah. Frammenti di una ballata di e con il drammaturgo, regista ed attore Fabrizio Saccomanno e il violoncellista Redi Hasa. Questo appuntamento, inserito nelle iniziative coordinate dall’amministrazione comunale per il Mese della memoria, dà l’avvio ad un breve tour che porterà lo spettacolo prodotto da Ura Teatro a Chiasso in Svizzera (26 gennaio) e al Teatro India di Roma (31 gennaio e 1 febbraio). A più di settant’anni  dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, tante sono le vicende riportate quotidianamente dalla cronaca politica mondiale che destano allarme e chiamano ad una instancabile vigilanza. Ricordare senza indulgere nella sterile retorica, questa la sfida colta da Shoah. Frammenti di una ballata. Saccomanno e Hasa sono in scena, a raccontare  l’olocausto senza costruirci addosso celebrazioni e monumenti di parole, ma rendendolo invece vivo e mutandolo in un tenace pungolo.

Lo spettacolo, prodotto  in occasione della “Giornata della Memoria 2015” da Farm Lecce e organizzato dal Consiglio Regionale della Puglia – Servizio Biblioteca e Comunicazione Istituzionale, ha già incontrato in questi anni moltissimi giovani studenti, così come accadrà anche in queste giornate leccesi (con quattro repliche dedicate ai ragazzi), e, dopo quest’unica data in Puglia aperta al pubblico serale, si appresta ad affrontare nuove platee. Un’attesa particolare per quelle che incontrerà il 31 gennaio e il 1 febbraio a Roma, ospite della Stagione di uno degli spazi più aperti alla sperimentazione dei linguaggi artistici del Teatro di Roma, il Teatro India, nell’ambito del progetto Memoria genera Futuro programma di appuntamenti coordinato da  Roma Capitale in occasione del Giorno della Memoria 2018. Singolare anche l’appuntamento del 26 gennaio a Chiasso in Svizzera, dove lo spettacolo, su richiesta del Festival Internazionale di Narrazione di Arzo in collaborazione con l’associazione Musica nel Mendrisiotto verrà declinato in nuove sperimentazioni nelle quali la drammaturgia troverà spazi inediti attorno ai suoni di una piccola ensemble diretta da Danilo Boggini e Claude Hauri.  

In Shoah. Frammenti di una ballata le note si amalgamano alle parole per restituire tasselli di una storia che per intero non è forse possibile narrare, quattro piccoli racconti, storie di bambini e adolescenti vissuti al tempo della Shoah in Ucraina, Ungheria, Polonia, Italia tra il 1942 e il 1946: attraverso i  loro occhi gli eventi che ha portato al potere il nazismo, le leggi antisemite, la vita nei campi di sterminio, ma anche la liberazione e l’accoglienza. “Parlare della Shoah ci pone di fronte al limite delle nostre parole e allo sforzo vano di una possibile comprensione – racconta Fabrizio Saccomanno – La Shoah è indicibile. Ma di questa storia è bene parlarne, ce lo siamo detto più volte, perché riguarda il nostro passato quanto il nostro futuro”.

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Martano, presentazione del libro “Farfalle” di Cesare Fuso http://www.cortegrandeonline.it/martano-presentazione-del-libro-farfalle-cesare-fuso/ http://www.cortegrandeonline.it/martano-presentazione-del-libro-farfalle-cesare-fuso/#respond Wed, 17 Jan 2018 12:16:20 +0000 http://www.cortegrandeonline.it/?p=20640 Venerdì 19 gennaio 2017 alle ore 19.30, presso la sala convegni “K. Wojtyla” in p.zza Caduti a Martano (Le) sarà presentata ufficialmente la silloge poetica di Cesare Fuso dal titolo “Farfalle” pubblicata per i tipi di Edizioni Esperidi. Dopo i saluti del consigliere alla cultura Andrea Aprile, interverrà l’editore Claudio Martino; dialogherà poi con l’autore […]

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Venerdì 19 gennaio 2017 alle ore 19.30, presso la sala convegni “K. Wojtyla” in p.zza Caduti a Martano (Le) sarà presentata ufficialmente la silloge poetica di Cesare Fuso dal titolo “Farfalle” pubblicata per i tipi di Edizioni Esperidi. Dopo i saluti del consigliere alla cultura Andrea Aprile, interverrà l’editore Claudio Martino; dialogherà poi con l’autore la libraia Maria Assunta Russo. L’evento gode del patrocinio morale della Città di Martano.

Il libro. Poche parole che si fanno verso e pochi versi che si fanno poesie. Come piccole ed effimere farfalle, le poesie di Cesare Fuso si posano su un momento, un pensiero, un emozione. Ciò che scaturisce è una riflessione breve ma intensa, in cui è palese la volontà dell’autore di condividere con il mondo il suo vissuto; non a caso il libro è dedicato “All’umanità tutta”.

L’autore. Cesa Re (pseudonimo di Cesare Fuso) è nato a Carpignano Salentino nel 1961 e vive a Martano. Figlio di un musicista e compositore, è un libro professionista senza accademie, immerso tra poesia e immagini di vita e verità.

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Suffragette http://www.cortegrandeonline.it/suffragette/ http://www.cortegrandeonline.it/suffragette/#respond Mon, 15 Jan 2018 11:01:53 +0000 http://www.cortegrandeonline.it/?p=20637 La sesta pellicola del Cineforum del Trinchese e del Cinema Elio di Calimera è stata Suffragette, opera realizzata nel 2015 dalla mano della regista Sarah Gavron e con un cast di grandissimo livello composto da star come Carey Mulligan, Helena Bonham Carter e Meryl Streep, in una piccola apparizione nei panni dell’attivista inglese Emmeline Pankhurst, […]

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La sesta pellicola del Cineforum del Trinchese e del Cinema Elio di Calimera è stata Suffragette, opera realizzata nel 2015 dalla mano della regista Sarah Gavron e con un cast di grandissimo livello composto da star come Carey Mulligan, Helena Bonham Carter e Meryl Streep, in una piccola apparizione nei panni dell’attivista inglese Emmeline Pankhurst, che guidò il movimento delle suffragette femministe del Regno Unito agli inizi del Novecento, un’interpretazione che, come molti critici hanno segnalato, meriterebbe “un film a sé”.

La trama ruota intorno a uno strategico intreccio tra storia reale e finzione. La protagonista Maud, infatti, è un personaggio fittizio con una storia verosimile, una donna che, dopo la prematura morte della madre, è costretta a lavorare in una lavanderia, luogo in cui è vittima di numerosi abusi, sempre accettati con rassegnazione. La vicenda di Maud si collega a personaggi e avvenimenti di grande rilevanza storica – come la già menzionata Pankhurst – e Emily Wilding Davison, attivista inglese impegnata nella lotta per la conquista del diritto di voto delle donne, figure che risvegliano in lei un desiderio di libertà necessario per la propria emancipazione.

L’esperienza di questo gruppo di donne, che per molto tempo è rimasta vergognosamente ignorata dalle pagine della storia inglese e mondiale, viene presentata dal film con un’enorme potenza narrativa, mettendo in risalto aspetti come la separazione dai propri figli, gli arresti immotivati da parte della polizia e le violenze subite da una società e da un governo che impone alle donne di rispettare leggi che non rispettano le donne stesse. Respinte dai propri mariti, famiglie e dalla gran parte delle altre donne, le suffragette combattono contro un ordine sociale conservatore, portando avanti una lotta in un periodo storico in cui una possibile vittoria sarebbe stata impensabile.

Un messaggio di speranza che ci offre spunti di riflessione su vittorie che diamo per scontate e che, al tempo stesso, ci dimostra che la lotta per l’emancipazione non è mai realmente terminata. Colpisce soprattutto il sottile messaggio finale, in cui vengono elencate le differenti date di conquista del diritto al voto nei diversi Paesi del mondo e che ha causato sconcerto nel pubblico giovanile, soprattutto di fronte al tardivo riconoscimento di qualcosa di così importante anche nei Paesi occidentali, come la Svizzera, dove le donne hanno ottenuto tale concessione dal 1971, mentre in Arabia Saudita ciò è accaduto solo nel 2015.
Durante il dibattito, i ragazzi hanno anche affrontato temi come il rapporto tra le donne e il lavoro, soffermandosi sul loro sfruttamento, oltre che sulla necessità di un coinvolgimento maschile nella conquista dei diritti delle donne e, non per ultima, sulla dimensione emotiva che acquisisce la storia tramite una narrazione efficace ed onesta, che film di grande spessore e qualità come Suffragette , sono capaci di offrire allo spettatore.

In conclusione, il film, che riporta ciò che è accaduto agli inizi del secolo scorso, appare più attuale che mai. Ci troviamo, difatti, in una società in cui è ancora presente una profonda distinzione tra maschi e femmine. Questa tragica condizione è stata evidenziata recentemente anche da star di spessore, ne è un esempio Natalie Portman, che durante l’ultima cerimonia dei premi Golden Globes, ha presentato la categoria “Miglior Regista” richiamando la sola ed esclusiva presenza maschile tra i nominati. Un intervento breve, ma pregno di significato, che ci porta a riflettere su come la stessa industria cinematografica limiti i propri orizzonti e la possibilità di dare voce alle problematiche che affliggono metà della popolazione mondiale.

Suffragette, invece, dimostra come la regia femminile sia effettivamente essenziale, fornendo un punto di vista basato sull’esperienza personale, che evita di cadere in inutili idealizzazioni e in grado di cogliere la realtà drammatica di essere una donna suffragetta nell’Inghilterra edoardiana e, si potrebbe dire, anche al giorno d’oggi.

Isabella Hernández, Rossella Refolo

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